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Un mondo moderno

Discussioni generiche sugli anni '70

Re: Un mondo moderno

Messaggioda boy jean » mer 25 set 2019, 16:19

I fiori x me evocano la vita e infatti si trovano nei cimiteri e ai funerali x rallegrare x quanto possibile la tristezza della morte.
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da Sponsor Anni70 » mer 25 set 2019, 16:37

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Re: Un mondo moderno

Messaggioda Insight » mer 25 set 2019, 16:37

Sì, certo, capisco il tuo discorso :) Però a me i fiori dei funerali e anche quelli dei cimiteri, con tutta la più buona volontà, anche se sono là per abbellire la morte, mi evocano lo stesso la morte e non la vita... E così, questa stessa sensazione (quasi) la provo quando vedo i fiori addosso agli hippies, insieme a tutto quel contesto di colori e di corpi umani... Ma, ripeto, è una sensazione molto personale :)
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Re: Un mondo moderno

Messaggioda boy jean » lun 30 set 2019, 16:44

Per me invece la sensazione nel vedere queste loro foto è di felicità soprattutto come liberazione da qualunque inibizione e condizionamento delle convenzioni sociali. Quindi la possibilità di esprimere il proprio io interiore semplicemente come lo sentiamo, tuttavia ARGH
sapendo che queste sensazioni paradisiache sono spesso da loro volentieri amplificate da sostanze nocive alla salute che possono trasformare il tutto in un vero inferno !
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Re: Un mondo moderno

Messaggioda Insight » mar 1 ott 2019, 11:52

Io non avrei preso un allucinogeno nemmeno sotto tortura, mi spaventano troppo quelle sostanze... Per questo non sarei stato un vero Hippy :)

Nei vari libri che ho letto sui Beatles, si racconta che la prima volta che provarono l' LSD fu durante un "ricevimento", non mi ricordo a casa di chi, in cui l'ospite che li aveva invitati mise loro la droga dentro una zolletta di zucchero...zolletta che usarono per bere il tè :eek:

In pratica i Fab Four provarono l' LSD con l'inganno...

Loro la raccontarono come un'esperienza devastante... Passarono una mezza giornata d'inferno, sconvolti dalle allucinazioni... Tornarono a casa in taxi senza neanche sapere dove si trovavano, erano spaventatissimi....

Sinceramente, però, ora non ricordo se erano proprio tutti e quattro a quel ricevimento, o forse soltanto George e Paul...

Comunque, quello che mi sono subito chiesto quando lessi per la prima volta questa storia, a 13 anni, fu: "Ma se era stata un'esperienza così terribile, perché poi l'avevano ripetuta?" :)
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Re: Un mondo moderno

Messaggioda boy jean » gio 10 ott 2019, 16:52

Mmmm, sono sempre scettico sulla verità dei racconti di persone famose em_closedeyes
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AUTOMOBILI DAL 1967 AL 1971 - PARTE 1

Modelli presentati nel corso del quinquennio e venduti in Italia all'inizio del 1972 in ordine di marca.

Alfa Romeo Junior Z (1969)

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Cominciamo subito con una piccola sportiva estremamente moderna ed innovativa, la mascherina anteriore è protetta da uno scudo di plexiglas che alcuni trovano discutibile, il posteriore e le fiancate sono all'avanguardia col paraurti piatto a filo, maniglie incassate e l'assenza di parti cromate.
Si tratta di una variante a se stante della Junior GT di derivazione Giulia, più performante e dalla forma completamente nuova dovuta allo Studio Zagato. A detta di molti c'e' qualche scompenso nella parte anteriore dovuta a questo carrozziere che non sempre ha mano felice.

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Nello stesso anno viene ristilizzata la spider Duetto che perde la forma ad osso di seppia per una coda tronca in linea con lo stile degli anni settanta della stessa Junior Z.



Alfa Romeo 1750 berlina (1968) e 2000 berlina (1971)

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Utilizzando la meccanica della collaudata Giulia, con motori più potenti ed un corpo vettura nuovo, la casa rimpiazza l'obsoleta berlina di prestigio in gamma. In particolare la cilindrata 2000 viene introdotta in quanto comincia a rappresentare la classe europea intermedia di riferimento, ancora ai giorni nostri.
Mentre le versioni Giulia GT appaiono già abbastanza snelle e filanti, la Giulia berlina ha una carrozzeria ammirata per la grinta ma elaborata, ricca di cromature e sbalzi che la fanno un po' barocca (a ciò si cercherà di ovviare a fine carriera nel 1974 con la versione Nuova Super). Assolutamente apprezzabile e innovativa quindi la carrozzeria introdotta dapprima con la 1750, lineare e slanciata che innova l'inconfondibile stile Alfa preannunciando i tratti semplici ma vigorosi e pieni di personalià dell' Alfetta, che nel 1972 costituirà un punto di riferimento per la nuova generazione di vetture per gli anni settanta e ottanta.
Anche gli interni e gli allestimenti, soprattutto con la versione 2000, lasciano la classica spartanità Alfa per diventare ricchi e raffinati, come è messo in risalto da una foto pubblicitaria in cui la donna, da esclusivo soggetto piacevole da abbinare all'immagine dell' auto come un gadget, diventa al pari dell'uomo guidatrice, e della berlina più potente della marca sportiva Alfa Romeo !

Alfa Romeo Montreal (1970)

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Questa stupenda granturismo sarebbe rimasta un esemplare unico realizzato per l' expo di Montreal del 1967 se l'entusiasmo che ha destato non avesse indotto l' Alfa Romeo a produrla in serie. La sua forma affusolata e aggressiva dovuta a Bertone, nuova, modernissima e originale è all'altezza delle più belle sportive anni settanta come Ferrari, Lamborghini, De Tomaso, Maserati... Alcune di queste le vedremo in seguito ed immediatamente ecco...un' illustre inglese.

Aston Martin DB S (1967)

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Molto bella la sua espressione di prestigio e sportività. Il suo stile fonde bene la solida opulenza inglese con l'elegante classe sportiva italiana. In questi anni le gran turismo si evolvono velocemente, come si osserverà, e questa già all'inizio del quinquennio è un valido esempio.
Vista accanto al modello Aston Martin che l'aveva precdeduta - questo con la sua grigliatura anteriore ancora assai sviluppata in altezza, i fari scollegati e la carrozzeria con parti gibbose - la DB S mostra una mascherina sottile e una carrozzeria molto aerodinamica, liscia e integrata. Diventa più piatta, aggressiva, tesa e decisa. Permangono fari anteriori tondi e un po' grandi (che la Montreal ad esempio ha genialmente dissimulato), però siamo decisamente sulla strada della forma sportiva perfetta della Ferrari BB per esempio, una scheggia appuntita e smussata, che vedremo a fine quinquennio.
Altro segno del cambiamento di stile : la vettura può essere equipaggiata con cerchi ancora a raggi di foggia antiquata che vanno sparendo, ma anche con moderni cerchi in lega di forma attuale che le donano decisamente di più, come poi avverrà per tutte le sportive simili negli anni settanta.

Audi 100 berlina (1968) e coupè (1970)

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Forte del successo dei modelli 60-70-80-90 che dal 1965 festeggiano la rinascita del marchio, Audi presenta il suo primo modello in 'classe 2000' competitor dell' Alfa sopra vista e di Mercedes e BMW. Il prezzo concorrenziale, le buone qualità tra le quali la trazione anteriore e le prestazioni ne fanno un auto apprezzata in questa e in tutte le successive generazioni dei decenni a seguire. Stilisticamente riprende la forma della 60 ma più elegante, slanciata e squadrata, anche se permane ancora una certa bombatura e una sensazione di eccessiva fragilità come ben rileva la prova su strada di Quattroruote della 100 GL, per esempio per i paraurti sporgenti e sottili, le ruote troppo strette e interne, enfatizzata dai copricerchi bombati.

A mente ciò, volendo in sintesi accostare l'auto di apertura e chiusura di questo paragrafo vediamo l' Alfa Romeo Junior Z con la parte posteriore ben conformata, raggruppata e composta (addirittura anticipatrice degli anni ottanta) ma con una certa sproporzione nell'anteriore, e l' Audi 100 estremamente armoniosa ma che risente ancora un po' dello stile anni sessanta.
Ultima modifica di boy jean il mar 29 ott 2019, 6:55, modificato 1 volta in totale.
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Re: Un mondo moderno

Messaggioda boy jean » gio 24 ott 2019, 16:28

TELEFILM TENENTE COLOMBO - EPISODIO PILOTA (1967), SERIE TV (DAL 1971)

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Una novità assoluta questo appassionante telefilm USA che unisce intrattenimento e senso serio di giustizia con divertimento e gustosa ironia in un'ottica nuova : un tenente di polizia americano scalcinato e trasandato (Peter Falk) scopre assassini compiuti da affascinanti ed eleganti benestanti (spesso impersonati da attori famosi). Si delinea così la positiva figura insolita di un eroe quasi antiborghese che trionfa sul sistema americano della middle class, non risparmiando nessuno : tra i colpevoli ci sono ricconi vari, alti funzionari di polizia, politici, avvocati, medici rinomati... Non Colombo ('Columbo' nell'originale americano) in persona, ma il telefilm è sempre aggiornato alle tecnologie più attuali. Riprese intriganti, impeccabili nei più svariati e interessanti ambienti e indizi fenomenali ci solleticano soprattutto nella prima serie girata dal 1971 al 1978, seguita da altre fino ai primi anni duemila.

La foto che vi mostro, tratta dall' episodio 'Bella ma Letale' del 1973, mostra Peter Falk con Vera Miles. L'attrice è nei panni dell'assassina Viveka Scott, titolare dell'azienda di cosmetici Beauty Mark Inc., e si trova nella beauty farm con tocchi moreschi sempre da lei gestita. Interrogata da Colombo a proposito del giovane uomo ucciso, in questa scena gli risponderà 'E lei ha sentito che sono uscita con lui un paio di volte, non è vero ? A me piacciono gli uomini, mi piacciono molto anche, e se questo contrasta con i suoi decreti di pregiudizi maschili peggio per lei !' Incidentalmente faccio notare la tuta indossata da Miss Miles, modello di cui si è parlato sopra in proposito del costume di scena di Elvis Presley : bella, versatile, pratica ed allora molto diffusa.

Rimando alla sezione dedicata alla televisione del presente forum per approfondimenti, con gli appassionati commenti degli innumerevoli estimatori ... tra cui il sottoscritto !


STRAGE DI PIAZZA FONTANA A MILANO (1969)

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Un'esplosione nell'atrio pieno di gente della Banca Nazionale dell'Agricoltura il 12 dicembre 1969 causa 17 morti e quasi cento feriti. Tre giorni dopo l'anarchico Giuseppe Pinelli, indiziato ed arrestato in proposito, precipita dalla finestra della Questura di Milano in circostanze mai del tutto chiarite. Sono i capi di un'ingarbugliata matassa che in quasi cinquant'anni è stato possibile dipanare solo in parte, per il sicuro coinvolgimento della politica e dei servizi segreti, tra difficoltà insormontabili ed errori giudiziari a partire dall' altro anarchico subito sospettato ed innocente, Pietro Valpreda. Riporto link di un recentissimo articolo de Il Fatto Quotidiano che aiuta a capire perché non sia facile diffondere a gran voce le colpe conosciute di quella strage (si rifà infatti ad un' inchiesta estera).

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/1 ... m/5522060/

Come subito teorizzato dal libro 'La strage di stato' nel 1970 i timori di alcuni ambienti ministeriali e militari di una presa del potere comunista (pensiamo che fino al 1974 l Italia era l' unico paese mediterraneo democratico, e nel 1970 c' è stato il fallito golpe borghese) avrebbero , con intento intimidatorio tramite l'organizzazione della destra estremista (materialmente i due responsabili citati nell' articolo), organizzato l' attentato. Ovvio quindi poi ingiustamente incolpare gli anarchici com è avvenuto, e il colmo è che oggi I giovani attribuiscono l' accaduto alle BR, diventate il ricettacolo di ogni colpa.

Purtroppo tra tutte le cose buone che questi anni hanno portato, questo attentato terroristico, come ormai appurato di matrice nera, apre un decennio sciagurato in tema, che ha bollato gli anni settanta solo come gli 'anni di piombo'. Ingiustamente, perchè offusca i progressi fondamentali che si sono avuti in tantissimi campi, nei quali quegli anni sono stati positivamente determinanti nella nostra civiltà, come pure si sta vedendo per il periodo dal 1967 al 1971, assai più dei certo tragici ed esecrabili attentati e stragi del decennio, di qualunque colore politico siano.
Infatti non sono stati esclusività di quel periodo, ed oggi soggiaciamo alla minaccia più grande del terrorismo internazionale.


LEGISLAZIONE ANTI AMIANTO IN INGHILTERRA (1969) E STATI UNITI (1970)

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La pericolosità dell’amianto è conosciuta fin dall’antichità : Plinio il Vecchio, nel I secolo dopo Cristo,descrive una patologia polmonare, ovviamente a quel tempo non definita, negli schiavi addetti alla confezione di tuniche d’amianto.
Venendo alla più recente realtà industriale, il primo resoconto sulla pericolosità dell'asbesto risale addirittura al 1898, quando l'ispettrice del lavoro inglese Lucy Deane descrive una malattia dei bronchi e dei polmoni determinata da questo minerale, definito 'diabolico', di cui si osserva al microscopio la struttura aghiforme. Casi clinici sempre più evidenti si susseguono al punto che già negli anni trenta le evidenze mediche sull'innegabile incidenza tumorale determinata dall'amianto sono chiare e sempre più la confermeranno nei decenni successivi. I lavoratori nel settore e tutti coloro che sono esposti alle particelle cancerogene non sono tuttavia per nulla tutelati, in quanto le imprese ostacolano in tutti i modi la diffusione delle informazioni. Negli anni sessanta grazie anche all'opera meritoria del medico americano Irving Selikoff, a partire da un convegno tenutosi a New York nel 1964 sugli effetti bilogici dell'amianto, finalmente esse sono di dominio pubblico, anche in italia vediamo pubblicazioni : articolo di Wagner su Abbot –Tempo del 1968, articolo di Vigliani su Tempo Medico del 1966 e su 'L'Unità'. A questo punto vegono emanati i primi provvedimenti legislativi a tutela della salute.
In Inghilterra le Asbestos Regulations del 1969, entrate in vigore in maggio dell'anno successivo, per la prima volta stabiliscono i livelli quantitativi di esposizione all'asbesto nei luoghi di lavoro. Negli Usa il Clean Air Act del 1970, di cui avremo occasione di riparlare, classifica l'asbesto come un pericoloso inquinante dell'aria e da all' EPA il potere di regolarne l'uso e i quantitativi. I prodotti spray che lo utilizzano sono immediatamente proibiti.
Come sappiamo in Italia dovremo attendere addirittura gli anni novanta per la normativa che lo mette fuori legge, tuttavia ad oggi che più di 50 paesi lo hanno bandito completamente (tra cui inghilterra, Australia, Canada, e tutti gli stati dell'Unione Europea), ciò non è ancora avvenuto negli USA !. Che pure furono fondamentali per scoprirne e divulgarne la pericolosità e normarne l'utilizzo.
Ultima modifica di boy jean il dom 29 dic 2019, 12:55, modificato 4 volte in totale.
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Re: Un mondo moderno

Messaggioda Insight » mar 29 ott 2019, 13:46

boy jean ha scritto:STRAGE DI PIAZZA FONTANA A MILANO (1969)

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Un'esplosione nell'atrio pieno di gente della Banca Nazionale dell'Agricoltura il 12 dicembre 1969 causa 17 morti e quasi cento feriti. Tre giorni dopo l'anarchico Giuseppe Pinelli, indiziato ed arrestato in proposito, precipita dalla finestra della Questura di Milano in circostanze mai del tutto chiarite. Sono i capi di un'ingarbugliata matassa che in quasi cinquant'anni è stato possibile dipanare solo in parte, per il sicuro coinvolgimento della politica e dei servizi segreti, tra difficoltà insormontabili ed errori giudiziari a partire dall' altro anarchico subito sospettato ed innocente, Pietro Valpreda. Riporto link di un recentissimo articolo de Il Fatto Quotidiano che aiuta a capire perché non sia facile diffondere a gran voce le colpe conosciute di quella strage (si rifà infatti ad un' inchiesta estera).

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/1 ... m/5522060/




Francamente, però, io trovo abbastanza assurdo che di una strage si conoscano i mandanti ma non gli esecutori materiali... Mi riesce più facile capire il contrario (vedi strage di Bologna, dove appunto sappiamo chi ha messo la bomba, ma non chi ha ordinato di metterla).

Se io so chi ha messo una valigia con l'esplosivo, non è così automatico risalire anche a chi ha ordinato di metterla.

Ma se io so chi ha ordinato di mettere la valigia, allora non dovrebbe essere così arduo conoscere anche chi ha ricevuto quest'ordine...

In realtà, io credo che la Cassazione del 2005 non sia andata oltre al riconoscere una "responsabilità di posizione" dei signori Freda e Ventura. Sono colpevoli in quanto capi di Ordine Nuovo che ha organizzato l'attentato.

Ma la prova che siano stati loro a dire: "Metti queste bombe", direi che ancora non ce l'abbiamo, altrimenti sapremmo anche a chi hanno dato quest'ordine.

A mio parere, non abbiamo fatto molti passi avanti da quando Pasolini scrisse: "Io so, ma non ho le prove". E per me, nella mia coscienza di cittadino, sento che la strage di Piazza Fontana dopo cinquant'anni è ancora senza colpevoli, se per colpevoli intendiamo persone fisiche con un nome e cognome. E se per verità intendiamo quella processuale. Mentre la verità storica e politica, ovvero che sia stata una strage nera, la sappiamo ormai da molto tempo, ben prima del 2005.
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Re: Un mondo moderno

Messaggioda boy jean » mar 29 ott 2019, 17:16

Inquietante inoltre che eminentissime personalità politiche potessero essere a conoscenza, e che il tanto celebrato commissario Calabresi in persona possa avere spinto Pinelli giù dalla finestra.
Ultima modifica di boy jean il mer 30 ott 2019, 14:10, modificato 1 volta in totale.
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Re: Un mondo moderno

Messaggioda Insight » mer 30 ott 2019, 8:56

"Inquinante" o "inquietante" ? :) Quasi quasi a questa vicenda si adattano bene entrambi i termini...
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Re: Un mondo moderno

Messaggioda boy jean » mer 30 ott 2019, 14:13

Insight ha scritto:"Inquinante" o "inquietante" ? :) Quasi quasi a questa vicenda si adattano bene entrambi i termini...


:lol: :mrgreen: verissimo, ma la seconda che hai detto, mannaggia al correttore che è sempre 'erratore' em_angry
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